Home Quando manca l’intelligenza emotiva

Quando manca l’intelligenza emotiva

La giornata di lavoro era finita e Jenny non vedeva l’ora di passare la sua serata a teatro. Mentre andava alla macchina, notò che l’automobile di uno dei suoi colleghi era parcheggiata in diagonale e occupava due posti del parcheggio. “Che egoista”, pensò Jenny. Anche se c’erano altri posti liberi, l’idea che qualcuno avesse avuto la faccia tosta di fare quella cosa la faceva ribollire di rabbia.

“Questa persona si merita veramente una lezione”, si disse. Tornò alla reception per sporgere una lamentela. Inaspettatamente la receptionist non c’era e Jenny immaginò che avesse staccato prima dal lavoro, cosa che la irritò ancora di più. Prese un grande foglio di carta dalla scrivania della reception e scrisse un messaggio estremamente sgarbato e offensivo riguardo al totale egoismo del proprietario di quella macchina e poi un secondo messaggio con una spietata condanna del personale che aveva lasciato la reception prima della fine dell’orario. Lasciò il primo messaggio sul parabrezza della macchina e il secondo alla reception.

Era talmente irritata per quello che era successo da essere di cattivo umore anche a teatro, e l’intera serata ne venne rovinata.

Quando Jenny arrivò al lavoro il giorno dopo trovò i colleghi piuttosto cupi e tristi. Emerse che, subito prima che Jenny lasciasse l’ufficio, un collega aveva avuto un infarto mentre usciva con la macchina dal parcheggio, e ora si trovava in ospedale tra la vita e la morte. Il messaggio lasciato sul parabrezza era stato intercettato dalla receptionist quando era tornata a spostare la macchina dopo essersi presa cura dell’infartuato fino all’arrivo dell’ambulanza. Jenny era mortificata, sia per il suo comportamento aggressivo di fronte a quello che aveva percepito come un problema, sia per non aver riflettuto sul fatto che magari se la macchina era stata lasciata in quel modo poteva essere successo qualcosa di brutto.

Le ci volle del tempo prima di riuscire a superare l’impatto emotivo delle sue azioni.

Le debolezza di Jenny era stata in primo luogo la mancanza di gestione di sé: anche se non era irragionevole che si sentisse irritata per quello che aveva visto, non era stata capace di controllare gli aspetti negativi di ciò che provava e questo la aveva portata a scrivere i messaggi di insulti. In secondo luogo, Jenny mancava di coscienza degli altri. Non le era venuto in mente nemmeno per un istante di mettere in dubbio il motivo per cui la macchina era stata parcheggiata in quel modo: aveva deciso istantaneamente che doveva essere stato per egoismo e sconsideratezza. Né aveva considerato che l’assenza della receptionist potesse essere dovuta a cause diverse dal semplice staccare prima dal lavoro. I ragionamenti di Jenny non erano stati abbastanza emotivamente intelligenti da farle considerare altre possibili ragioni per l’accaduto, o da farle considerare che la causa poteva essere diversa da semplici atti di egoismo. Il risultato di questa mancanza di intelligenza emotiva aveva causato il forte rammarico di Jenny e le aveva procurato il disprezzo dei colleghi per come si era comportata.



Tratto da Migliora la tua vita con l’intelligenza emotiva